{"id":346,"date":"2020-04-08T17:36:13","date_gmt":"2020-04-08T15:36:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.francescobenazzo.it\/sito\/?p=346"},"modified":"2024-04-24T16:14:22","modified_gmt":"2024-04-24T14:14:22","slug":"la-salute-delle-ginocchia-da-luisa-taliento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.francescobenazzo.it\/sito\/la-salute-delle-ginocchia-da-luisa-taliento\/","title":{"rendered":"LA SALUTE DELLE GINOCCHIA da Luisa Taliento"},"content":{"rendered":"<p>[et_pb_section fb_built=&#8221;1&#8243; admin_label=&#8221;section&#8221; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_row admin_label=&#8221;row&#8221; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; background_size=&#8221;initial&#8221; background_position=&#8221;top_left&#8221; background_repeat=&#8221;repeat&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_column type=&#8221;4_4&#8243; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; custom_padding=&#8221;|||&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221; custom_padding__hover=&#8221;|||&#8221;][et_pb_text admin_label=&#8221;Text&#8221; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; background_size=&#8221;initial&#8221; background_position=&#8221;top_left&#8221; background_repeat=&#8221;repeat&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;]<\/p>\n<p>Dolore, gonfiore, difficolt\u00e0 a muoversi, rigidit\u00e0. Soffrire di artrosi alle ginocchia non \u00e8 una cosa rara. Secondo l\u2019Istituto Superiore di Sanit\u00e0 il 50% della popolazione che ha superato i 50 anni, ne \u00e8 colpito. Questo perch\u00e9 si tratta di un processo di degenerazione della cartilagine delle articolazioni, che pu\u00f2 estendersi fino a danneggiare le ossa.<\/p>\n<p><strong>STABILIT<\/strong><strong>\u00c0 E MOBILIT<\/strong><strong>\u00c0<\/strong><\/p>\n<p>\u201cIl ginocchio \u00e8 un\u2019articolazione complessa \u2013 spiega Francesco Benazzo, specialista in ortopedia e traumatologia della Fondazione Poliambulanza di Brescia, e professore di ortopedia e traumatologia dell\u2019Universit\u00e0 di Pavia &#8211; in cui interagiscono diverse strutture anatomiche per dare stabilit\u00e0 all&#8217;articolazione e insieme grande mobilit\u00e0, cio\u00e8 i movimenti di flessione, estensione, rotazione interna ed esterna. Alle superfici ossee vanno aggiunti i menischi, i legamenti crociati anteriori e posteriori, la rotula e l\u2019apparato estensore, e soprattutto la cartilagine, che permette alle superfici di scivolare senza attrito, come avviene strisciando due cubetti di ghiaccio. Complessa, ma robustissima e duratura. Basta pensare al numero di passi che facciamo ogni giorno e a quante volte ci sediamo e ci alziamo, all\u2019attivit\u00e0 sportiva, al numero di impatti che ci sono facendo jogging. Solo camminando, ogni volta, appoggiamo a un ginocchio 4 volte il nostro peso corporeo. Con l\u2019invecchiamento la cartilagine perde il contenuto d\u2019acqua, pu\u00f2 fissurarsi e questo \u00e8 l\u2019inizio dell\u2019artrosi\u201d.<\/p>\n<p><strong>I FATTORI DI RISCHIO<\/strong><\/p>\n<p>\u201cPer quanto riguarda questa degenerazione articolare, la componente genetica, intesa come alterazioni di geni del DNA &#8211; spiega l\u2019esperto &#8211; non \u00e8 ancora dimostrata. Pu\u00f2, invece, avere un ruolo la componente genetica intesa come morfotipo, come per esempio le ginocchia eccessivamente incurvate in varo o in valgo, oppure l\u2019obesit\u00e0 su base genetica. Tra gli altri fattori che favoriscono l\u2019artrosi ci sono: l\u2019invecchiamento, che porta ad avere meno elasticit\u00e0 della cartilagine, le fratture delle superfici articolari che lasciano una superficie irregolare, come delle piastrelle sconnesse sul pavimento, la mancanza di un menisco, tolto chirurgicamente perch\u00e9 rotto e quindi doloroso\u201d. Non tutte le lesioni del menisco, una sorta di ammortizzatore del ginocchio, si possono infatti riparare. \u201cSi riesce meglio a farlo nel caso di lesioni che si trovano vicino alla capsula articolare, &#8211; specifica Benazzo &#8211; \u00a0quella pi\u00f9 esterna del ginocchio, ovvero quella pi\u00f9 irrorata, se la lesione invece si trova nella parte interna del menisco \u00e8 pi\u00f9 difficile che guarisca perch\u00e9 meno irrorata. Analogo discorso vale per le lesioni che possono capitare alle strutture legamentose, come il crociato anteriore, le pi\u00f9 frequenti\u201d.<\/p>\n<p><strong>QUANDO FARE LA PROTESI?<\/strong><\/p>\n<p>Lo scopo degli interventi che riparano le lesioni traumatiche \u00e8 prima di tutto quello di preservare il funzionamento dell\u2019articolazione, evitando interventi pi\u00f9 invasivi, come le protesi al ginocchio che sono vere e proprie sostituzioni che possono riguardare solo met\u00e0 o tutto il ginocchio quando il quadro degenerativo \u00e8 cos\u00ec importante da riguardare anche le ossa. Secondo uno studio apparso sul Journal of Bone and Joint Surgery (<a href=\"https:\/\/www.jbjs.org\">jbjs.org<\/a>) capire quando \u00e8 il momento giusto per una protesi non \u00e8 molto semplice. La scelta di intervenire \u00e8 il risultato di diversi fattori: l\u2019et\u00e0, il dolore provato dal paziente, la funzionalit\u00e0 dell\u2019articolazione e l\u2019esito degli esami radiologici. Aspettare troppo potrebbe essere pericoloso, perch\u00e9 rimanere in attesa con scarsa capacit\u00e0 di movimento potrebbe far comparire altre patologie, da quelle cardiovascolari alla depressione. Quindi bisogna rivolgersi a un esperto che sappia valutare il momento giusto, considerando che questi interventi non dovrebbero essere eseguiti senza una corretta e precisa indicazione; non esiste un&#8217;et\u00e0 prima della quale non si deve eseguire l\u2019intervento: se c\u2019\u00e8 l\u2019indicazione, secondo i criteri sopra riportati, a qualsiasi et\u00e0 si pu\u00f2 eseguire una sostituzione protesica perch\u00e9 l\u2019invalidit\u00e0 non pu\u00f2 essere sopportata a lungo; vero \u00e8 che anche le protesi non durano per sempre, e la loro durata \u00e8 in relazione all\u2019uso che se ne fa, (in media circa vent\u2019anni), \u00a0perch\u00e9 come un ginocchio naturale anche quello artificiale si usura. La sostituzione della protesi \u00e8 per\u00f2 al giorno d\u2019oggi sempre possibile, per cui aspettare una et\u00e0 avanzata per l\u2019intervento non \u00e8 consigliabile.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>GINNASTICA, INFILTRAZIONI, CELLULE STAMINALI <\/strong><\/p>\n<p>\u201cIl panorama terapeutico \u00e8 vastissimo \u2013 dice Benazzo &#8211; ed \u00e8 composto da cure valide e cure meno valide. Sono valide le infiltrazioni con cortisonico, in caso di infiammazione, e con acido ialuronico, in caso di degenerazione articolare. Rimane da chiarire il ruolo e l\u2019efficacia delle infiltrazioni con cellule staminali (prelevate dal grasso o dalle ossa dello stesso paziente) e con fattori di crescita (con plasma ricco di piastrine), che sembrano effettivamente apportare beneficio in termini di riparazione\/rigenerazione tissutale, e quindi miglioramento dei sintomi. Ma quello che rimane incerto, in questo caso, \u00e8 definire il momento giusto per farle e fino a che grado di degenerazione articolare. Fuori dubbio, invece, \u00e8 l\u2019utilit\u00e0 del mantenimento della forza, del tono muscolare e della mobilit\u00e0 su tutti i gradi dell\u2019escursioni muscolare articolare, attraverso fisioterapia e attivit\u00e0 fisica corretta, costante e proporzionale all\u2019invecchiamento fisiologico\u201d. Gli studiosi dell\u2019American Academy of Orthopaedic Surgeon hanno messo a punto una guida con esercizi per rinforzare le ginocchia, chiamata <em>Knee Conditioning Program<\/em> (aaos.org) perch\u00e9 la stabilit\u00e0 del ginocchio non dipende solo dal tono e dalla forza dei muscoli che circondano l\u2019articolazione ma anche dai grandi muscoli della coscia. Quindi esercizi per rinforzare, anche in una prospettiva di prevenzione, i quadricipiti e i muscoli dietro alla coscia. Sono d\u2019aiuto, a patto che non provochino dolore, anche i movimenti lenti del Tai-chi e dello yoga.<\/p>\n<p>BOXINO: Esercizi per rinforzare le ginocchia (Fonte: <em>Knee Conditioning Program<\/em> a cura dell\u2019<a href=\"https:\/\/www.aaos.org\/\">American Academy of Orthopaedic Surgeon<\/a>, orthoinfo.aaos.org\/en\/recovery\/knee-conditioning-program)<\/p>\n<p>1) Sdraiati sulla schiena, a pancia in su. Arrotolare un asciugamano piccolo e metterlo sotto al ginocchio, nell\u2019incavo. L\u2019esercizio consiste nello schiacciare il pi\u00f9 possibile l\u2019asciugamano con la gamba, tenendo la contrazione e contando fino a 5.<\/p>\n<p>2) Sdraiati a pancia in su, sollevare la gamba ben tesa, dritta, fino ad alzarla 30 cm, cio\u00e8 due spanne circa. Quando si avverte che diventa troppo facile si pu\u00f2 aggiungere un peso leggero alla caviglia.<\/p>\n<p>3)Seduti su una sedia o su un tavolo sufficientemente alti in modo che non si tocchi terra. Stendere il ginocchio e raddrizzare la gamba, contando fino a 10, poi alternare la gamba. Anche in questo esercizio \u00e8 possibile aggiungere peso alla caviglia se diventa troppo facile.<\/p>\n<p>4) Sdraiati sull\u2019addome, a pancia in gi\u00f9. Alzare la gamba dal ginocchio in gi\u00f9 tenendo la coscia a terra. Piegarla verso i glutei senza avvertire dolore al ginocchio. Dopo un po\u2019 di allenamento si pu\u00f2 aggiungere un peso alla caviglia.<\/p>\n<p>In sintesi, l\u2019artrosi di ginocchio va in primo luogo prevenuta, ma quando si sviluppa, esistono gradi diversi di possibilit\u00e0 terapeutiche che, se ben applicate, possono ridurre i sintomi e ritardare l\u2019evoluzione artrosica. Negli stadi finali, e solo in questi, indipendentemente dall\u2019et\u00e0,\u00a0 la sostituzione protesica, parziale o totale, \u00e8 la soluzione radicale che permette il ritorno ad una vita normale.<\/p>\n<p>[\/et_pb_text][\/et_pb_column][\/et_pb_row][\/et_pb_section]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dolore, gonfiore, difficolt\u00e0 a muoversi, rigidit\u00e0. Soffrire di artrosi alle ginocchia non \u00e8 una cosa rara. Secondo l\u2019Istituto Superiore di Sanit\u00e0 il 50% della popolazione che ha superato i 50 anni, ne \u00e8 colpito. Questo perch\u00e9 si tratta di un processo di degenerazione della cartilagine delle articolazioni, che pu\u00f2 estendersi fino a danneggiare le ossa. 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Complessa, ma robustissima e duratura. Basta pensare al numero di passi che facciamo ogni giorno e a quante volte ci sediamo e ci alziamo, all\u2019attivit\u00e0 sportiva, al numero di impatti che ci sono facendo jogging. Solo camminando, ogni volta, appoggiamo a un ginocchio 4 volte il nostro peso corporeo. Con l\u2019invecchiamento la cartilagine perde il contenuto d\u2019acqua, pu\u00f2 fissurarsi e questo \u00e8 l\u2019inizio dell\u2019artrosi\u201d.\r\n\r\n<strong>I FATTORI DI RISCHIO<\/strong>\r\n\r\n\u201cPer quanto riguarda questa degenerazione articolare, la componente genetica, intesa come alterazioni di geni del DNA - spiega l\u2019esperto - non \u00e8 ancora dimostrata. Pu\u00f2, invece, avere un ruolo la componente genetica intesa come morfotipo, come per esempio le ginocchia eccessivamente incurvate in varo o in valgo, oppure l\u2019obesit\u00e0 su base genetica. Tra gli altri fattori che favoriscono l\u2019artrosi ci sono: l\u2019invecchiamento, che porta ad avere meno elasticit\u00e0 della cartilagine, le fratture delle superfici articolari che lasciano una superficie irregolare, come delle piastrelle sconnesse sul pavimento, la mancanza di un menisco, tolto chirurgicamente perch\u00e9 rotto e quindi doloroso\u201d. Non tutte le lesioni del menisco, che \u00e8 una sorta di ammortizzatore del ginocchio, si possono infatti riparare. \u201cSi riesce meglio a farlo nel caso di lesioni che si trovano vicino alla capsula articolare, - specifica Benazzo - \u00a0quella pi\u00f9 esterna del ginocchio, ovvero quella pi\u00f9 irrorata, se la lesione invece si trova nella parte interna del menisco \u00e8 pi\u00f9 difficile che guarisca perch\u00e9 meno irrorata. 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Aspettare troppo potrebbe essere pericoloso, perch\u00e9 rimanere in attesa con scarsa capacit\u00e0 di movimento potrebbe far comparire altre patologie, da quelle cardiovascolari alla depressione. Quindi bisogna rivolgersi a un esperto che sappia valutare il momento giusto, considerando che questi interventi non dovrebbero essere eseguiti senza una corretta e precisa indicazione; non esiste una et\u00e0 prima della quale non si deve eseguire l\u2019intervento: se c\u2019\u00e8 l\u2019indicazione, secondo i criteri sopra riportati, a qualsiasi et\u00e0 si pu\u00f2 eseguire una sostituzione protesica perch\u00e9 l\u2019invalidit\u00e0 non pu\u00f2 essere sopportata a lungo; vero \u00e8 che anche le protesi non durano per sempre, e la loro durata \u00e8 in relazione all\u2019uso che se ne fa, (in media circa vent\u2019anni), \u00a0perch\u00e9 come un ginocchio naturale anche quello artificiale si usura. La sostituzione della protesi \u00e8 per\u00f2 al giorno d\u2019oggi sempre possibile, per cui aspettare una et\u00e0 avanzata per l\u2019intervento non \u00e8 consigliabile.\r\n\r\n<strong>\u00a0<\/strong>\r\n\r\n<strong>\u00a0<\/strong>\r\n\r\n<strong>GINNASTICA, INFILTRAZIONI, CELLULE STAMINALI <\/strong>\r\n\r\n\u201cIl panorama terapeutico \u00e8 vastissimo \u2013 dice Benazzo - ed \u00e8 composto da cure valide e cure meno valide. Sono valide le infiltrazioni con cortisonico, in caso di infiammazione, e con acido ialuronico, in caso di degenerazione articolare. Rimane da chiarire il ruolo e l\u2019efficacia delle infiltrazioni con cellule staminali (prelevate dal grasso o dalle ossa dello stesso paziente) e con fattori di crescita (con plasma ricco di piastrine), che sembrano effettivamente apportare beneficio in termini di riparazione\/rigenerazione tissutale, e quindi miglioramento dei sintomi. Ma quello che rimane incerto, in questo caso, \u00e8 definire il momento giusto per farle e fino a che grado di degenerazione articolare. Fuori dubbio, invece, \u00e8 l\u2019utilit\u00e0 del mantenimento della forza, del tono muscolare e della mobilit\u00e0 su tutti i gradi dell\u2019escursioni muscolare articolare, attraverso fisioterapia e attivit\u00e0 fisica corretta, costante e proporzionale all\u2019invecchiamento fisiologico\u201d. Gli studiosi dell\u2019American Academy of Orthopaedic Surgeon hanno messo a punto una guida con esercizi per rinforzare le ginocchia, chiamata <em>Knee Conditioning Program<\/em> (aaos.org) perch\u00e9 la stabilit\u00e0 del ginocchio non dipende solo dal tono e dalla forza dei muscoli che circondano l\u2019articolazione ma anche dai grandi muscoli della coscia. Quindi esercizi per rinforzare, anche in una prospettiva di prevenzione, i quadricipiti e i muscoli dietro alla coscia. 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Stendere il ginocchio e raddrizzare la gamba, contando fino a 10, poi alternare la gamba. Anche in questo esercizio \u00e8 possibile aggiungere peso alla caviglia se diventa troppo facile.\r\n\r\n4) Sdraiati sull\u2019addome, a pancia in gi\u00f9. Alzare la gamba dal ginocchio in gi\u00f9 tenendo la coscia a terra. Piegarla verso i glutei senza avvertire dolore al ginocchio. Dopo un po\u2019 di allenamento si pu\u00f2 aggiungere un peso alla caviglia.\r\n\r\nIn sintesi, l\u2019artrosi di ginocchio va in primo luogo prevenuta, ma quando si sviluppa, esistono gradi diversi di possibilit\u00e0 terapeutiche che, se ben applicate, possono ridurre i sintomi e ritardare l\u2019evoluzione artrosica. 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